Maestosa, dominante e suprema. La torre di Summonte con la sua forma cilindrica si erge imponente nell’area immediatamente a ridosso del centro storico dell’antico Sub-Montis. Elevata sui ruderi del castello la torre conserva la sua anima normanna ed oggi è completamente fruibile. Incantevole e suggestiva una visita nell’area castellare riporta i visitatori immediatamente in un’atmosfera d’altri tempi.
Ecco che ci si avvia verso i gradini della torre. Ripidi, numerosi, in pietra, percorrono parte del perimetro dell’imponente struttura fino a giungere al primo piano dove è situata la porta d’ingresso. Dopo aver varcato la soglia l’atmosfera diviene immediatamente magica fino a giungere a Submontis Medievalia, in quel viaggio lontano secoli. Costituita interamente in conci di pietra calcarea sbozzati e malta di allettamento a base di calce, sabbia mista a lapillo e pietra macinata è stata riportata al suo antico splendore.
La sua ricomposizione è stata infatti effettuata studiando attentamente tutti i particolari costruttivi e riproponendo i materiali e le tecniche costruttive preesistenti, sia come mezzo di rimodellamento degli aspetti architettonici, che come mezzo di consolidamento della struttura. Fino a pochi anni fa si presentava come un rudere, oggi è stata completamente restaurata, ricomponendo l’apparecchiatura muraria e ricostruendo i solai lignei fino all’ultimo livello di cui si è trovata traccia.
Tutte le aperture sono state riconfigurate usando le medesime modalità di taglio della pietra e composizione degli archivolti che ne lasciano inalterata la sua storia. Proseguendo le scale interne, si visitano i vari piani della struttura, ricostruiti interamente con solai e scale lignee e dotati di adeguato impianto di illuminazione per eventi e manifestazioni culturali. Ogni sera infatti la torre è possibile ammirarla illuminata, cangiante ed apprezzabile anche da lontano. Si prosegue la salita dei gradini interni in legno fino a giungere all’estremità della torre.
E’ da lì che è possibile apprezzare la visuale dell’intera conca irpina e dei monti che la circondano. Uno spettacolo mozzafiato che lascia ogni visitatore piacevolmente sorpreso. Incantato. Per chi vuole apprezzare anche i particolari o nelle serate estive guardare da vicino le stelle, vi è la possibile di utilizzare un cannocchiale professionale che regalerà minuti di divino piacere.
Mostre fotografiche e storiche vengono ospitate periodicamente dalla struttura che si presta per tali attività. Ma non è l’unico gioiello dell’area castellare. Intorno alla metà degli anni novanta sono state infatti ritrovate le strutture del castello di epoca normanno-sveva, a seguito di uno scavo archeologico condotto dall’archeologo Domenico Camardo, con la supervisione della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Salerno, Avellino e Benevento.
Intorno alla torre, di epoca angioina, sono emersi i cospicui resti di un fortilizio quadrangolare, con torrette cilindriche d’angolo e con il corpo centrale emergente a guisa di mastio, poi incorporato nella torre del XIV secolo. Nella zona antistante alla torre la ricostruzione storica e gli scavi archeologici hanno portato infatti alla luce l’anfiteatro all’aperto. Un’opera di riscoperta realizzata sulla base dei reperti murari emersi durante gli scavi archeologici. La sistemazione dell’area esterna ha infatti portato alla realizzazione di una cavea, questo anfiteatro che, con una serie di gradinate, sfrutta l’acclività naturale senza modificare l’originaria morfologia del territorio.
Le gradinate che si alternano ad una serie di passaggi in pietra, si sviluppano concentricamente e finiscono intorno ad un piccolo palco in legno. In tale struttura tutto l’anno si svolgono spettacoli teatrali, concerti di musica classica, presentazioni di opere letterarie e manifestazioni culturali di altro genere. Tra le strutture riportate alla luce durante gli scavi archeologici del castello vi sono le sale del castello situate a ridosso del circuito murario, oggi utilizzate per conferenze ed attività culturali. Una visita d’altri tempi che emoziona, affascina, diverte ed insegna la cultura lontana di un posto vicino che è possibile apprezzare a meno di dieci kilometri dal capoluogo irpino. Un apprezzabile itinerario di storia, cultura e archeologia.